Emozioni “negative”: impara ad accoglierle e a trasformarle

06 Agosto 2020
Accogliere le emozioni negative

Quando ho scelto di diventare coach, non pensavo che durante questo processo avrei iniziato a fare la conoscenza delle emozioni.

Credevo che il coaching fosse legato alle frasi motivazionali, al pensiero positivo, al vedere il lato bello delle cose, al mettersi in atto per realizzare il proprio potenziale. E nonostante alcuni di questi aspetti possano effettivamente entrare in gioco durante una sessione, uno dei lavori più importanti che un coach possa svolgere è quello di entrare in contatto con le proprie emozioni e quelle del cliente. Soprattutto le cosiddette emozioni “negative”.

Perché accogliere le emozioni sia di vitale importanza nel coaching lo vedremo insieme in questo articolo. Scoprirai anche un esercizio rivelatore per aiutare le tue clienti a rapportarsi con le loro emozioni.


Innanzitutto, è bene mettere in chiaro una cosa. Nonostante spesso si ritenga il contrario, non esistono emozioni negative, ma solo emozioni utili.

Le emozioni sono una forma di energia potente e complessa con cui noi rispondiamo alle varie vicende della vita. E queste spesso fungono da indicatori o spia d’allarme per comunicarci un’informazione, un messaggio, per noi molto importante.

Purtroppo, però, cresciamo condizionati dall’idea che certe emozioni debbano essere respinte. Perché arrabbiarsi non va bene, la paura è qualcosa da scacciare a tutti i costi e la tristezza può essere accettabile, soprattutto per noi donne, ma solo se in privato e senza troppo clamore.

Così, ci abituiamo a soffocare ciò che proviamo. E rischiamo di agire senza alcuna consapevolezza di che cosa ci spinge a comportarci in quel determinato modo. Tanto che avremmo quasi bisogno di un corso di alfabetizzazione emotiva per capire come stiamo, per davvero.

Ecco allora che quando all’interno di una sessione di coaching crei uno spazio sacro dove la cliente può esprimere totalmente sé stessa, senza timore di dover rispettare le “regole sociali”, senza sentirsi in dovere di apparire controllata, senza il peso di comportarsi da brava ragazza, molte emozioni relegate in profondità possono finalmente uscire alla luce, lasciando andare la loro morsa dolorosa, ed esternando il loro significato autentico.

Ovviamente, questo è possibile solo quando la coach stessa è aperta a entrare in contatto con le proprie emozioni e con quelle della cliente. Senza soffocarle, ma imparando ad accoglierle in maniera sicura e protetta.

Allora, quando una cliente arriva da te e ti dice di provare ansia, paura, tristezza, rabbia o frustrazione, come prima cosa invitala a porre l’attenzione sul suo corpo. Chiedile cosa sta provando in quel momento e dove lo sta sentendo.

Poi guidala a dare un’identità a questa sensazione, domandandole ad esempio:

Di che forma è? Che temperatura ha? Quale colore le attribueresti? Quanto è grande?

Aiutala a rimanere nel presente e nel corpo, ascoltando la sua sensazione e lasciando che questa possa esprimere il suo messaggio finché la sua presa non si affievolisce.

Non siamo soliti a farlo. Ma più diamo ascolto alle nostre emozioni e lasciamo che ci parlino, più impariamo ad accoglierle senza giudizio e a conviverci.

Certo, talvolta è più facile a dirsi che a farsi. Ci vuole tanto coraggio per sentire un’emozione, come anche tanta pazienza, compassione ed empatia verso noi stesse e la nostra storia.

Tuttavia, accedere a ciò che le nostre emozioni hanno da dirci è la più grande fonte di saggezza e conoscenza su chi siamo e cosa vogliamo davvero.

Sii quindi disposta ad esplorarle, creando uno spazio di apertura nel quale le tue clienti possano confrontarsi con le proprie emozioni e ad avere fiducia nel loro prezioso messaggio.


Il tuo rapporto con le emozioni com’è? Ti permetti di viverle in maniera libera e genuina? Vieni a raccontarmelo nel gruppo Shine your Light su Facebook. Ti aspetto!

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