Bassa autostima: 5 pratici passaggi per dirle addio

03 Novembre 2020

Ti sei accorta anche tu che c’è un problema in particolare che accomuna gran parte di noi? Siamo donne dalle potenzialità enormi, con capacità da vendere e competenze incredibili. Eppure, non sempre riusciamo a riconoscere le nostre qualità e spesso ci facciamo condizionare dalla paura di non essere abbastanza.

Questa è l’epidemia della ‘bassa autostima’, vale a dire quella condizione in cui – proprio come suggerisce la parola stessa – ci stimiamo andando al ribasso, sottovalutando il nostro valore personale rispetto agli altri, a cosa facciamo o alla situazione in cui ci troviamo.

La buona notizia è che la bassa autostima non è qualcosa di immutabile. Al contrario, è un aspetto su cui è possibile intervenire, che possiamo modificare e trasformare attraverso la pratica e la ripetizione.

Quindi, se sei pronta a lavorarci sopra, continua a leggere. In questo articolo scoprirai i cinque passaggi da mettere in atto per elevare la tua autostima (o quella di una tua cliente) e coltivare il vero valore di te stessa.


Bassa autostima versus buona autostima

Ma in concreto cos’è che differenzia chi ha una bassa autostima da chi ha una buona autostima? Lo si vede, ad esempio, quando ci troviamo di fronte ad un evento “negativo”, quindi se qualcosa ci va male.

In questa circostanza, una persona che ha una bassa autostima tenderà a generalizzare la situazione, assumendo che, siccome le cose non sono andate bene questa volta, probabilmente non andranno bene neanche in futuro. Genererà pensieri del tipo: “Mi succede sempre così”, “Ogni volta che faccio qualcosa mi va male”, “Non sono mai in grado di compiere questa cosa”, ecc. ecc. E di conseguenza vedrà la causa del suo fallimento come un tratto personale, come se fosse lei a non avere le caratteristiche o le qualità necessarie per riuscire.

Viceversa, una persona che ha buona autostima tenderà a riconoscere che si tratta di un evento specifico che è andato in quel modo, e quindi penserà che “Questa volta non mi è andata così bene, non sono stata così capace. Però la prossima volta può andare meglio”. In questo modo riuscirà a distinguere oggettivamente quelle che sono le sue capacità da altri possibili fattori esterni (come un microfono che non funzionava durante un public speaking o un momento di distrazione dovuto ad altro), individuando ciò che effettivamente dipende da lei e ciò che invece può dipendere dal resto.

Ecco che una volta fatta questa distinzione è possibile capire che fondamentalmente la differenza tra chi ha bassa autostima e chi ha buona autostima è il modo in cui quella persona si parla e cosa si dice, ovvero quel “dialogo interiore” che ognuno di noi porta avanti di continuo tra sé e sé.

Chi è quella voce che parla?

A questo punto fermati un attimo a riflettere sul tuo dialogo interiore. Quando parli con te stessa, o in te stessa, qual è il registro preponderante? Che tipo di cose ti dici? Ti dici cose che ti incoraggiano, che ti stimolano, che ti danno fiducia, che ti danno motivazione? O piuttosto tendi a rimproverarti, a criticarti, a sgridarti, ad insultarti?

Se saltiamo questo passaggio e non prestiamo attenzione alla qualità dei nostri pensieri, il rischio è quello di credere ciecamente a tutto ciò che di negativo la nostra radiolina interna ci comunica, senza renderci conto che in realtà quella voce che parla il più delle volte non siamo noi, ma è quello che potremmo definire essere il nostro “critico interiore”.

Ebbene sì. Una volta che la osserviamo più attentamente, scopriamo che la voce critica che è dentro di noi spesso appartiene a qualcun altro, ad un genitore magari o a qualcuno che ci ha cresciuti. Potrebbe essere la voce di una vecchia insegnante di scuola, di un nonno, o ancora la voce di una persona che ci è stata vicina in un periodo delicato della nostra vita, specie durante l’infanzia.

Essa corrisponde ad una voce che abbiamo interiorizzato, assimilando non tanto il tono della persona in questione ma piuttosto le sue parole, i concetti utilizzati, o talvolta anche i suoi comportamenti. Li abbiamo fatti nostri e sono diventati quello che in gergo si chiama ‘Super-Io’, ovvero la parte di noi più normativa, quella che ci dà le regole su come muoverci in questo mondo, quella che ci sgrida, quella che ci mette in riga, quella che ci dice che cosa va bene e cosa non.

Tu non sei questa voce

Prima prendiamo consapevolezza che questa voce non è la nostra o, meglio ancora, che noi non siamo questa voce, prima riusciamo a prenderne le distanze e salvaguardare così la nostra autostima. 

Questo però non deve avvenire con lo scopo di puntare il dito verso la e le persone che hanno contribuito a creare questa voce; chiaramente lui o lei si è comportato in un certo modo con la volontà di educarci e di fare in modo che crescessimo bene. Il punto della questione è piuttosto quello di rendersi conto che, se continui a dare ascolto alla radiolina che ti ripete che non sei capace, che non ce la farai mai, che sei proprio una scema o che sei una fallita, secondo te come ti sentirai? E soprattutto, che tipo di risultati otterrai?

Dare retta ai nostri pensieri più critici non può che farci sentire abbattute, sfiduciate e frustrate, e pertanto ci rende protagoniste di una terribile profezia auto-avverante. Queste emozioni demotivanti influiscono infatti sulle azioni che compiamo, portandoci a conseguire risultati che raramente sono all’altezza delle nostre aspettative e che quindi confermano i nostri pensieri iniziali, indebolendo la nostra autostima.

Immagina ad esempio di dover fare una presentazione in pubblico. Se continui a giudicare il tuo aspetto fisico e a pensare di non essere all’altezza, come ti comporterai in quella situazione? Trasmetterai delle vibrazioni attrattive, oppure apparirai impaurita e timorosa? Di conseguenza, avrai successo? Oppure rimarrai delusa dalla tua performance, e penserai di aver avuto ragione fin dall’inizio?

Chi può venirti in aiuto

Ora probabilmente ti starai chiedendo come poter spezzare questo circolo vizioso. Puoi farlo coltivando un’altra voce che contraddica la voce del critico interiore, una voce che appartenga a quella che potremmo chiamare la tua “cheerleader interiore”.

La cheerleader interiore è tutto l’opposto del critico interiore. Se da un lato il critico è sempre lì che ti giudica e ti condanna, dall’altro la cheerleader ti accetta completamente per come sei ed è sempre dalla tua parte, qualunque cosa tu faccia. Anche e soprattutto quando sbagli o non riesci, lei ti rassicura che ce la farai e ti incoraggia a riprovarci.

La buona notizia è che tutte noi abbiamo questa cheerleader interiore, perché possiamo creare questa voce consapevolmente, alimentando la sua presenza e prestandole sempre più attenzione.

Passiamo alla pratica

È chiaro che se oggi è la prima volta che senti parlare di questa cheerleader interiore, inizialmente la sua voce potrà sembrarti più bassa e flebile rispetto a quella del critico interiore, che invece è lì con te da anni e anni ormai. È proprio come se lei fosse appena nata e stesse imparando a parlare e ad interagire con te.

Perciò è necessario capire quali sono i passaggi da compiere per darle manforte, così che lei riesca a rendere sempre più inefficace la tua voce critica, che pian piano inizierà ad attenuarsi e a zittirsi.

1. Prestare attenzione

Il primo passo fondamentale lo conosci già. Dobbiamo renderci conto, attraverso la pratica della consapevolezza, che noi non siamo i nostri pensieri e che questi non ci definiscono.

Un modo per farlo, ad esempio, può essere mettendo una sveglia in diversi orari della giornata, così da compiere una serie di check-in con te stessa in cui poter semplicemente prestare attenzione a cosa stai pensando in quel momento, a cosa ti stai dicendo, e magari metterlo per iscritto.

È in quei momenti che puoi capire se il pensiero che stai avendo ti è utile, oppure se è il critico interiore che parla, parla, parla. E più lo farai, più ti verrà spontaneo farlo durante il giorno, senza più ricorrere all’utilizzo della sveglia.

2. Interrompere il dialogo interno negativo

Poi, una volta che ti sei resa conto che il tuo dialogo interno negativo è in atto, il secondo passaggio è quello di interrompere questa voce, utilizzando diversi modi.

Molto semplicemente potresti dire “Basta, smettila!”, come se si trattasse proprio di qualcuno che continua a darti fastidio. Oppure puoi usare la frasetta magica “Cancella, cancella, cancella”, simulando anche un gesto catartico con la mano. O ancora, se senti di esserci dentro fino al collo in questo turbinio di pensieri, puoi impegnarti a pensare a cosa hai mangiato negli scorsi giorni andando a ritroso, sforzando così la tua mente a distogliere l’attenzione.

3. Sostituirlo con la cheerleader interiore

Adesso che sei riuscita a interrompere quel pensiero negativo, il terzo passaggio è appunto quello di sostituire la voce del critico interiore con la voce della cheerleader interiore.

Come ti dicevo, all’inizio non sarà così semplice, ma man mano che ti prenderai cura di questa parte di te, la tua cheerleader interiore crescerà e darle ascolto diventerà sempre più naturale.

Se però ti riuscirà difficile all’inizio, tieni a mente che puoi sempre usare delle frasi ponte che ti aiuteranno ad avvicinarti al pensiero che vorresti avere, anche se al momento non ci credi del tutto. Invece di dirti che sei bravissima, in gambissima, fortissima, ad esempio, potresti dirti che stai imparando a sentirti in gamba, che ti stai aprendo alla possibilità di essere capace o che un giorno ti sentirai pienamente fiduciosa in te. In questo modo la tua mente non potrà rifiutare questo pensiero, perché è vero, è qualcosa che sta accadendo realmente.

Oppure, puoi creare anche una semplice affermazione, una sorta di frase jolly che senti tua e che ti dia un rinforzo positivo in quei momenti, come “No tranquilla, va bene così.”

4. Ripetere quotidianamente 

Dato che coltivare l’autostima è prima di tutto una pratica quotidiana, il quarto passaggio – quello che generalmente molte persone sottovalutano – è la ripetizione.

È importante sapere che durante questo percorso ci potranno essere delle ricadute, ci potranno essere dei momenti in cui il tuo critico interiore avrà la meglio. Tuttavia, se continuerai a accudire la tua cheerleader interiore con costanza e determinazione, questa crescerà sempre di più, venendo in tuo aiuto ogni qualvolta ne avrai bisogno.

5. Compiere le azioni

Ultimo, ma non per importanza, troviamo il quinto passaggio fondamentale: compiere le azioni, un passo alla volta.

Possiamo stare qui a lavorare nella nostra mente quanto vogliamo, se poi però non passiamo all’azione e non ci mettiamo in gioco, non otterremo mai dei risultati concreti.

Allora pensa a quella cosa che ti spaventa, suddividila in step più piccoli e vai per gradi, perché rinforzare la propria autostima consiste anche in questo!

Cosa ti senti in grado di fare oggi? E domani? Vedrai che compiere un passo coraggioso al giorno ti darà la forza, l’energia e la motivazione per andare avanti sempre più sicura di te e delle tue capacità.


E il tuo rapporto con l’autostima com’è? Parliamone insieme nel gruppo Facebook di crescita personale e spirituale al femminile Shine Your Light!

Se invece sei interessata a scoprire di più sui percorsi di certificazione per diventare coach, trovi tutto quello che devi sapere qui. Oppure divertiti a scoprire se il coaching è la strada giusta per te con il LUNA QUIZ.

Poi ricorda: tu hai valore soltanto perché esisti. Quindi continua ad amarti e a rispettarti, indipendentemente da tutto il resto.

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