Come rendere davvero efficaci le tue sessioni di coaching

22 Aprile 2021
Essere prima di fare per rendere efficace il coaching
Come rendere davvero efficaci le tue sessioni di coaching

I clienti spesso arrivano da noi coach pensando che li aiuteremo a raggiungere i loro risultati attraverso la messa in pratica di azioni concrete. Credono che per ottenere quello che desiderano debbano fare questo e quell’altro, e solo quando avranno quello che vogliono, allora sì che saranno felici, riconosciuti, soddisfatti, di successo, e via dicendo.

Per molti l’azione, quella che possiamo definire il “fare”, viene prima di tutto. Eppure questa si rivela spesso impraticabile o insostenibile per le persone. Lo dimostrano, per esempio, i piani d’azione che falliscono dopo alcune settimane e le to-do list che non vengono portate a termine.

Se il tuo modo di fare coaching si rivolge soltanto alla dimensione del Fare, e quindi alla realizzazione pratica di ciò che serve per raggiungere l’obiettivo, difficilmente potrà creare un cambiamento permanente e duraturo nella vita del tuo cliente/coachee: per farlo, devi rivolgerti anche alla dimensione dell”‘essere”.

In passato avevamo già parlato dell’equilibrio tra Essere e Fare. Adesso facciamo un passo avanti e scopriamo come rendere davvero efficace il tuo modo di fare coaching.

Ma cosa si intende con Essere e Fare?

L’Essere è tutto ciò che è legato al mondo delle emozioni, alle percezioni, ai bisogni. È il nostro mondo interiore e riguarda chi siamo e come ci sentiamo. Mentre il Fare interessa il mondo esteriore, e si riferisce alle azioni logiche, meccaniche e razionali che noi svolgiamo.

Nel coaching, la dimensione dell’Essere costituisce il cuore pulsante di ogni processo volto a ottenere risultati più efficaci e soprattutto in linea con la propria Essenza più profonda. In LUNA Scuola di Coaching per l’Anima, esploriamo una “formula” molto utile per capire quanto l’Essere sia fondamentale per raggiungere qualsiasi obiettivo, ovvero:

ESSERE x FARE = AVERE

Questa ci indica che la trasformazione non avviene (solo) attraverso cosa si vuole ottenere, ma anche e soprattuto attraverso CHI lo vuole ottenere. Infatti, nel mondo anglofono si dice “Coach the person, not the problem“, vale a dire: Fai coaching sulla persona, non sul problema.

Perciò, non c’è azione che tenga se prima non si esplora ciò che blocca la persona, vale a dire come si sente, il mindset in cui è e gli aspetti di identità che ha associato a se stessa. Solo così potrà poi sviluppare i passi più utili per realizzare i suoi obiettivi.

Al contrario, se il tuo cliente si concentra solo sul Fare, ma non lavora sull’Essere, si impegnerà molto, si sforzerà in tutto ciò che fa, tuttavia non otterrà risultati, o i risultati saranno di gran lunga inferiori agli sforzi (in termini di tempo e risorse) compiuti.

Facciamo un esempio pratico

Mettiamo il caso che la tua cliente abbia l’obiettivo di diventare imprenditrice, dando vita a un’attività olistica: sente dentro di sé la spinta ad aiutare gli altri e a creare un impatto positivo nelle vite dei suoi clienti.

Questa persona, animata dalle migliori intenzioni, cercherà di mettere in atto le azioni che la possano portare ad avviare il suo business. Cercherà di individuare la giusta strategia da seguire, gli step necessari da compiere, quindi:

  • Si informerà sugli aspetti legali che entrano in gioco;
  • Svolgerà il corso/i corsi pertinenti per acquisire le competenze necessarie in campo olistico;
  • Acquisirà le conoscenze di business, marketing e imprenditoria di cui ha bisogno;
  • Seguirà le strategie che le verranno via via proposte;
  • Farà tutto quello che, sulla carta, bisognerebbe fare.

Ciononostante, è possibile che non si sentirà ancora un’imprenditrice a tutti gli effetti. Nel momento in cui si dovrà mettere alla prova, potranno entrare in gioco dinamiche proprie dell’Essere: blocchi, paure, convinzioni limitanti. Magari si sentirà addosso tutta la responsabilità di guarigione dei suoi clienti, oppure si domanderà “Chi mai si affiderà a me?”, e questo la porterà in breve tempo a stress e ansia da prestazione. Oppure non crederà di essere abbastanza brava, quindi avrà timore a mostrarsi e faticherà a trovare clienti.

Cosa puoi fare tu in quanto coach

A questo punto entri in gioco tu e cosa puoi fare per aiutare e sostenere la tua cliente.

Come dicevamo, per creare un cambiamento che potrà durare oltre al semplice raggiungimento del traguardo, è necessario lavorare in primis su una trasformazione interiore a cui poi potrà fare seguito il piano d’azione, e non viceversa.

Quindi, puoi aiutare la tua cliente a osservare le sue convinzioni, i suoi valori, ovvero i mattoncini che costruiscono il suo Essere. Fatto questo, puoi guidarla a identificare che tipo di persona vuole essere per diventare un’imprenditrice di successo, che tipo di pensieri e comportamenti ha bisogno di sviluppare, quali cambiamenti dovrebbero verificarsi dentro di lei.

Se aiuti la tua cliente a sentirsi, prima di tutto, un’imprenditrice, si convincerà di essere capace di vendere i suoi servizi e saprà di essere, finalmente, in grado di farlo. Il pensiero di lavorare con i clienti non le farà più paura, ed ecco che troverà più facilmente le persone giuste a cui proporsi, non vedrà l’ora di creare nuovi servizi e di farsi vedere sul mercato.

Come avviene la reale trasformazione

In sostanza, il tuo ruolo in quanto coach è aiutare la cliente non solo a raggiungere i suoi obiettivi, compilando liste e piani d’azione, ma a trasformare il modo in cui si presenta al mondo, a individuare le sue risorse e a iniziare a vivere seguendo le sue reali inclinazioni, talenti, passioni e valori.

Solo a quel punto, quando Essere e Fare saranno in allineamento, le sue strategie e le sue azioni saranno congruenti a sostenere un cambiamento e ottenere dei risultati che potranno durare a lungo nel tempo.


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