Diventa la tua alleata, con Valentina Canneddu

24 Settembre 2021


Diventa la tua alleata, con Valentina Canneddu

Diventare la tua alleata e la tua cheerleader è una delle capacità più preziose che puoi sviluppare per vivere una vita serena e per raggiungere i traguardi che desideri. Noi esseri umani siamo persone consapevoli e abbiamo il dono dell’intelletto e della cognizione, eppure, ogni tanto, è proprio la nostra mente a giocarci contro.

Quindi, è fondamentale lavorare su ciò che pensiamo e sull’impatto che questi pensieri hanno sulla nostra vita.

Ed ecco che il coaching diventa uno strumento davvero prezioso per imparare a diventare le nostre migliori alleate.

Nella precedente intervista, abbiamo parlato di come affrontare un cambiamento o una trasform-azione personale o/e professionale, e adesso scoprirai le tecniche di coaching per diventare la tua migliore alleata per raggiungere la tua realizzazione e felicità. Lo faremo con Valentina Canneddu, la coach formata nella nostra scuola LUNA – Scuola di Coaching per l’Anima.


Benvenuta Valentina!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Ciao a tutte, sono Valentina Canneddu, Coach e Psicologa e mi occupo di aiutare persone sensibili, che si sentono insicure e non abbastanza, e che rimandano la loro realizzazione e successo, ad apprezzarsi di più e trasformarsi in leader del cambiamento, condividendo con coraggio il loro contributo con il mondo.

Questo mio intento e progetto esprime la necessità di cercare una connessione tra chi siamo, le nostre esperienze personali e la differenza che possiamo portare nel mondo.

Partendo dalla consapevolezza che ogni sfumatura di noi e insieme alla nostra storia diventano il connubio perfetto per essere – per noi stesse e per gli altri – muse d’ispirazione. C’è qualcuno che ha bisogno di te, là fuori, ti aiuto a tirare fuori i tuoi super poteri per diventare la tua alleata e raggiungere i tuoi obiettivi.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Mi ricordo perfettamente il giorno in cui ho conosciuto il Coaching e l’energia nascosta che questa parola aveva dentro di sé.

Ero al 2 anno di università in Psicologia, avevo preso parte a un seminario esterno che riguardava il mondo del coaching. È stato amore a prima vista. Fare coaching era esattamente quello che mi sarebbe piaciuto fare nel mio lavoro.

Lavorare sulle risorse delle persone, allenare per far raggiungere obiettivi, potenziare le persone rispetto alle loro esperienze e massimizzare le capacità per sbloccarsi sempre di più.

Ecco, era questo che vedevo e sentivo come azioni in linea con la mia persona in primis e come professionista successivamente. Desideravo aiutare le persone ad andare oltre le proprie paure, dubbi, realizzando con coraggio le proprie ambizioni, portandosi così sempre più in alto.

Mi stimolò, in quel periodo, l’idea di incoraggiare le persone a non accontentarsi, a volere di più, perché potevano permettersi quel di più.

Pensare al Coaching mi ha sempre fatto bene (è davvero così, non scherzo ☺); quell’energia l’ho sperimentata con mano nella scuola di Anh, che è stata un’esperienza tra le più belle della mia vita, dove mi sento di aver svoltato. Ho cercato per tanto tempo la scuola giusta e poi è stata lei a scegliere me.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

Dopo aver saputo di essere stata scelta rispetto alla mia candidatura e credetemi – mamma mia che emozione e adrenalina – il mio auto sabotatore interno iniziò a fare capolino tra i miei pensieri. Le mie paure erano rispetto al confronto con altre professioniste che avrei incontrato a Milano. Iniziai a squalificarmi, a pensare di non essere abbastanza e a temere che non sarei riuscita a fare una bella esperienza di formazione.

Queste erano le paure che ho vissuto prima di iniziare l’esperienza in sé. Ma non mi sono arresa.

Insomma, stavo per partire a Milano, da sola, e realizzare uno dei sogni della mia vita, non potevo permettermi di rovinare tutto questo. Quindi ho accolto le mie paure e sono andata avanti, mettendomi in gioco e dandomi la possibilità di buttarmi a capofitto su quest’esperienza.

Ho fatto esperienza di me in tante sfaccettature, ho legato molto con le mie compagne d’avventure, imparando da ciascuna tanti insegnamenti, il confronto come scambio e non giudizio è stato veramente positivo e stra-utile. Siamo tutte partite dai nostri punti di partenza per sbocciare insieme. Sono ancora oggi fiera di me e delle opportunità che mi sono data e che ho ricevuto.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Il mio approccio con le coachee è sempre personalizzato, realizziamo una mappa di trasformazione, in cui insieme alla persona, affrontiamo un viaggio di luci ed ombre alla riscoperta di ciò che sono e delle risorse che dispongono già in partenza, ma di cui spesso non sono pienamente consapevoli. È sempre un ascolto costante per cercare di adattare – rispetto alla circostanza – lo strumento più efficace ed utile.

Nella mia esperienza professionale, promuovo l’ascolto attivo, in connessione profonda con la persona, che mi aiuta ad addentrarmi nel mondo interiore dellә coachee, come anche l’attenzione delle parole e del corpo che parla in modo non verbale.

Mi trovo in sintonia con l’utilizzo delle visualizzazioni, per aiutare le persone a calarsi dentro la propria immaginazione e/o futuro desiderato, utilizzo le posizioni percettive per vedere e immergersi in realtà mentali differenti che possono aiutare a cambiare prospettiva, conosco l’importanza delle domande potenti del Coaching, quelle che aiutano a risvegliare e a guardare le cose da prospettive diverse.

L’importanza delle emozioni e di come utilizzarle attivamente per generare ancora più trasformazione. E tanti altri strumenti bellissimi. L’aspetto importante è la condivisione di un percorso insieme in cui entrambi siamo in una posizione attiva e responsabile, in ascolto di cosa succede dentro di noi.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Spesso gli ostacoli incontrati lungo il cammino sono stati per lo più interni, creati appositamente da me stessa per auto sabotarmi.

Guardandomi indietro riconosco che c’era da parte mia tanta voglia di farcela e tanto entusiasmo per questa nuova esperienza super importante per me, allo stesso tempo, me le sono data di santa ragione quando non mi supportavo, non credevo in me nel fare un esercizio di Coaching, avevo paura di non essere all’altezza, di non essere abbastanza brava nella sessione, avevo timore nel confrontarmi con le altre e con Anh che vedevo come una Vip e lontanissima da me.

Avevo paura di sbagliare e di mettermi in gioco, in una parola avevo paura di fallire. Al tempo stesso anche quando le cose andavano bene ho sperimentato paura del mio stesso successo.

Come li ho superati?

Ora ne parlo con consapevolezza e riconosco i miei meccanismi di funzionamento, li accolgo e li guardo da fuori e sinceramente provo tanta tenerezza in senso positivo per me stessa, ma provo anche tanta stima perché – nonostante tutto- sono andata avanti e ho concluso ogni tappa del percorso a testa alta, andando sempre di più oltre i miei blocchi e spesso superandoli, perché per me era fondamentale riuscire a essere coach.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Voglio consigliare di stare in ascolto di questo desiderio interiore, di accoglierlo e non giudicarlo, ma cercare di comprendere e chiarirsi a piccoli passi qual è la direzione, dove questo desiderio conduce, perché è arrivato proprio a te e che cosa – a partire dalla tua storia – vorresti trasmettere.

Vorrei suggerire di mettere in conto che fare coaching e quindi diventare una coach richiede impegno e serietà professionale, nel mettere in gioco in primis noi stesse, lavorando su di sé in modo consapevole e sperimentando dunque luci e ombre di noi, così come andremo a esplorarle negli altri. Così come il rispetto e la privacy che meritano le persone che si affidano a noi, raccontando aspetti intimi e privati, che è giusto custodire e proteggere.

Inoltre, vorrei suggerire di farsi guidare dal proprio intuito per scegliere la scuola che la rispecchia di più. La ricerca del posto che ti accoglie è un viaggio e una volta scelto, ti permette di essere te stessa, elevando le tue capacità personali per aiutare gli altri a trasformarsi e raggiungere gli obiettivi. Non mollare, non arrenderti, c’è un posto magico che ti aspetta.

Per me è stato proprio così, tanti anni che cercavo la scuola di Coaching giusta, poi c’è stata la svolta. Ho trovato uno spazio accogliente, in cui potevo essere me stessa, in un ambiente di professionalità e di grande preparazione e passione per il coaching. Anh è stupenda, sorridente e infonde grande tranquillità. Per non parlare della cura e attenzione dei particolari.

Se qualcosa è destinato a te, troverà il modo di raggiungerti. Apri il tuo cuore, fidati di te sempre, ascoltati, hai già le risposte che cerchi.

Diventa la tua alleata, con Valentina Canneddu

Puoi trovare Valentina in questi canali:
– Sito: www.valentinacanneddu.com
– Facebook: Valentina Canneddu – Psicologa e Coach
– Instagram: la_psicologa_dei_sorrisi
– Linkedin: Valentina Canneddu


Se anche tu sei un una fase di riflessione e ti incuriosisce il coaching come strumento di crescita personale e professionale, fai questo simpatico quiz per iniziare a trasformare la tua vita e quella degli altri. Buon divertimento!