Il fascino dell’ombra: cosa nascondiamo dentro di noi e perché

15 Dicembre 2020

Oggi parliamo dell’ombra, un tema molto importante nell’ambito della crescita personale, che oltretutto casca proprio a pennello in questa stagione.

Cosa rappresenta di preciso questa ombra che ci intimorisce e allo stesso tempo ci affascina? Cosa comporta per le nostre vite? E perché è importante lavorarci sopra?

In questo articolo troverai le risposte a queste domande. Ma prima, se ancora non l’hai fatto, ti invito a recuperare gli ultimi tre articoli del blog (1, 2 e 3): ti forniranno un quadro più completo sull’argomento!


L’origine dell’ombra

Come ti dicevo qui, durante la nostra infanzia e poi nel corso della nostra crescita, noi iniziamo a farci un’idea di cosa si può fare e di cosa invece non si può fare, e allo stesso modo creiamo inconsciamente nella nostra testa un’idea del tipo di persona che possiamo essere e di chi invece non possiamo assolutamente essere.

Questo accade perché noi interiorizziamo alcune cose che ci vengono dette, alcune norme, alcune regole, e sulla base di queste sviluppiamo un nostro personaggio, assumendo un certo ruolo e indossando una certa maschera.

Quando noi però entriamo eccessivamente in questo ruolo e ci sforziamo a tutti i costi di interpretarlo, può succedere che ci ritroviamo a estremizzare certe nostre caratteristiche e iniziamo a escludere i rispettivi opposti, talvolta dando vita a delle vere e proprie compulsioni.

Ma fammi spiegare meglio cosa vuol dire tutto questo.

Se ad esempio tu ti riconosci nel ruolo della persona che si impegna, che ce la mette tutta e che lavora sodo per ottenere risultati, perché appunto questa è stata la modalità acclamata quando eri piccola, c’è il rischio che tu possa estremizzare questo tuo ruolo, respingendo il suo opposto, vale a dire la “pigrizia”.

Quindi, magari ti dici: “Dato che sono una persona impegnata che si dà da fare, non posso concedermi il riposo, non posso fermarmi, non posso fare le cose con più calma ecc. ecc., perché (al contrario) devo sempre impegnarmi al massimo, devo sempre dimostrare di farcela, devo sempre essere al pieno delle mie forze.” E così, ti ritrovi a fare, fare, fare, correndo il rischio dell’esaurimento nervoso.

Oppure, mettiamo che nella tua famiglia si è sempre dato valore al fatto di condividere con gli altri, di dare supporto, di essere d’aiuto, e perciò sei cresciuta con questi valori e principi. Anche in questo caso, se estremizzi questa tua caratteristica e ti identifichi esclusivamente come una persona generosa, rischi di eliminare tutto quello che in apparenza ti sembra egoistico, o meglio, rischi di escludere anche gli aspetti positivi dell’egoismo, come il pensare a te stessa e l’occuparti di te, probabilmente arrivando a metterti sempre in secondo piano.

Lo stesso può accadere se ti convinci di essere una brava persona e rinneghi automaticamente tutti quegli atteggiamenti che attribuisci a una “cattiva persona”, relegandoli appunto nella tua ombra. Quindi diventi così accomodante da non riuscire a dire mai di no, permettendo agli altri di potersene approfittare. 

In realtà, attenzione! I meccanismi che ho appena descritto avvengono in maniera inconscia. Non è che noi siamo lì a pensare che non possiamo/possiamo fare questa cosa, perché dobbiamo/non dobbiamo essere quel tipo di persona, ma a livello inconscio succede proprio così.

Dunque, in sostanza, l’ombra rappresenta tutte quelle cose di noi che inconsciamente abbiamo relegato nel buio. È composta da quelle parti di noi che non ci piacciono e che abbiamo rifiutato, quei comportamenti, quei pensieri e quelle emozioni che crediamo essere “negativi” e che in qualche modo appartengono a un ruolo diverso o opposto da quello che crediamo sia più giusto (e più sicuro) mettere in atto.

La proiezione esterna dell’ombra

Il processo di creazione della propria ombra è un po’ come mettere la polvere sotto il tappeto: le caratteristiche che non ci piacciono e che nascondiamo a livello inconscio rimangono comunque dentro di noi, e spesso noi le manifestiamo attraverso la proiezione, ovvero le vediamo negli altri, invece che in noi stessi.

Questa proiezione può avvenire in diversi modi. Uno di questi è quando noi ci ritroviamo a sminuire gli altri tramite il giudizio, criticando caratteristiche o comportamenti di loro che ci danno particolarmente fastidio.

Se come abbiamo detto tu sei una persona che si riconosce nel ruolo di chi si impegna duramente, secondo questo principio è possibile che proverai l’orticaria nei confronti delle persone pigre che apparentemente non combinano niente. Allo stesso modo, se ti sei riconosciuta nella persona spirituale a cui non interessano i soldi o la materialità, potresti provare fastidio nei confronti delle persone che parlano apertamente di queste cose. 

Ecco, questo tipo di reazioni sono proprio un indice del fatto che gli aspetti che ti irritano e che giudichi degli altri, in verità, sono una proiezione della tua stessa ombra, sono caratteristiche che magari vorresti concederti ma che rinneghi e che quindi hai represso dentro di te.

La proiezione può avvenire anche in senso “positivo”. Possiamo proiettare le caratteristiche positive della nostra ombra sugli altri, elevandoli fino all’estremo. Quindi idealizziamo le persone che ci sembrano brave, belle e intelligenti, e riconosciamo in loro tutte le capacità che noi vorremmo avere, finendo però per non vedere più le nostre potenzialità.

Un esempio concreto di questo è avvenuto proprio durante una sessione di group coaching che ho svolto qualche mese fa, in cui una donna che lavora online mi ha raccontato di ammirare alcune caratteristiche dei suoi competitors che lei crede di non avere assolutamente in lei, in particolar modo la loro capacità di comunicare sui socials con decisione, carisma e determinazione.

Indagando più a fondo, abbiamo scoperto che fin da piccola lei si è comportata sempre da brava bambina: tranquilla, composta e quieta. Stava al suo posto e non osava parlare troppo o attirare l’attenzione su di sé, e questo ruolo che si è creata – e che ha portato avanti per molto tempo – oggi le impedisce di mostrarsi agli altri con coraggio e di manifestare la sua personalità senza remore.

Nella sua ombra lei ha relegato tutte queste capacità, altrimenti non le ammirerebbe negli altri, non le noterebbe neanche. Eppure non si dà il permesso di esprimersi totalmente, per timore di uscire dal suo ruolo di brava bambina e venire sgridata. E per un attimo si è anche convinta che invece il problema non è questo, ma piuttosto la strategia, il diploma, la mancanza di tempo o di fortuna, ovvero un sacco di scuse.

Vedi come la nostra ombra talvolta può giocarci contro e metterci i bastoni fra le ruote? Specialmente se non la riconosciamo e non facciamo niente per integrarla!

Ogni volta che ammiri qualcuno o che provi un po’ di sana invidia nei suoi confronti, ricorda quindi che quelle caratteristiche sono già dentro di te, e che è ora di uscire da un ruolo che ormai è diventato limitante e integrare finalmente tutte le tue parti, anche quelle che non ti stai permettendo di essere.

Devi capire che non è questione di essere una sola cosa o un’altra, una brava o una cattiva ragazza, una persona impegnata o pigra, una persona generosa o egoista. Sono queste dicotomie che ci fanno male!

Solamente incorporando tutte le parti di noi e accettandoci a 360°, ci diamo la possibilità di essere chiunque noi vogliamo. E così facendo, non solo diventiamo più consapevoli, ma scopriamo di avere un potenziale immenso: diventiamo libere di essere autentiche e di risplendere appieno, attirando a noi esperienze, persone ed eventi che vibrano alla nostra stessa frequenza.

Una pratica di consapevolezza

C’è una pratica di journaling che può aiutarti a prendere maggiore consapevolezza della tua ombra. Questa consiste nei seguenti passaggi.

1. Fai una lista delle persone che giudichi

Per prima cosa prendi un foglio e inizia a scrivere i nomi delle persone che ti sei ritrovata a giudicare o che ti danno particolarmente fastidio, indicando proprio i comportamenti, le parole e gli atteggiamenti che ti infastidiscono di loro.

Magari ti danno sui nervi le persone arroganti, oppure le persone che parlano in maniera troppo diretta. O magari ti disturbano le debolezze degli altri e le loro vulnerabilità, perché appunto dentro di te, nella tua ombra, ti sei convinta di dover sempre essere forte.

2. Fai una lista delle persone che ammiri

Allo stesso modo, fai una lista di coloro che ammiri. Possono essere i tuoi maestri spirituali, i tuoi mentori, o anche i tuoi idoli. Insomma, scrivi i nomi delle persone che apprezzi tantissimo e che puoi avere anche idealizzato.

Magari ammiri il coraggio di una determinata persona e credi però di non averlo dentro di te, perché come abbiamo detto non ti sei ancora data modo di esprimerlo.

Quindi pensa a queste persone e interrogati su cosa esattamente ammiri di loro, annotando queste loro caratteristiche.

3. In che modo queste caratteristiche sono un riflesso di te?

A questo punto, chiediti in che modo le caratteristiche che hai scritto sono un tuo riflesso, o meglio, in che modo tu possiedi questi aspetti – non ancora sviluppati – dentro di te.

Potrai rimanere sorpresa e allo stesso modo potresti anche generare delle resistenze. Forse potresti negare il fatto di essere, non so, arrogante, perché non ti sembra una caratteristica che ti appartiene.

Tuttavia, fermati un attimo e datti la possibilità di rifletterci sopra: se reagisci in quel modo è probabile che sia stato toccato un aspetto delle tua ombra che si trova ancora molto in profondità.

Nel momento in cui accogli anche quelle caratteristiche che fatichi a riconoscere in te, potresti accorgerti che magari ogni tanto la “arroganza” – espressa nel modo che più ti corrisponde – potrebbe aiutarti, ad esempio, a far rispettare i tuoi confini, a far valere la tua opinione o a portare avanti quello in cui credi.

4. Individua la convinzione di fondo che ti blocca

Una volta che hai capito in che modo le caratteristiche che ti infastidiscono o che ammiri degli altri ti rispecchiano, continua ad andare più a fondo e cerca il motivo per cui non ti permetti di essere in quel modo.

Vedrai che svolgendo questo passaggio pian piano emergeranno le convinzioni di fondo che solitamente sono nate da situazione passate che ci portiamo avanti per diverso tempo.

Vai a ritrovare quando queste convinzioni si sono generate e inizia a lavorare sui quei pensieri e quelle emozioni, in modo da riuscire a risolvere i tuoi blocchi, integrare la tua ombra e ritornare a sentirti completa.

Come avrai capito, sono tutte le parti di noi su cui abbiamo bisogno di lavorare: bisogna andare in profondità, risvegliare queste parti e considerare anche quelle cose di noi che magari non ci piacciono così tanto, perché se agiamo solo in superficie, è difficile che cambi qualcosa.

Allora prendi coraggio e fai questo passo per ritornare te stessa, nella tua totalità. Quando lo farai, libererai il tuo potere interiore e l’energia giusta per attrarre a te le persone, le situazioni e gli eventi che ti servono davvero.


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