Riscopri il tuo talento con il coaching, con Miriam Bruera

01 Luglio 2021
Riscopri il tuo talento con il coaching, con Miriam Bruera
Riscopri il tuo talento con il coaching, con Miriam Bruera

Nel business ti sarai trovata davanti a difficoltà che spesso molte altre imprenditrici trovano lungo il cammino. Se non sai come riscoprire il tuo talento con il coaching sei capitata nel posto giusto.

In questo articolo hai già visto come il coaching può aiutarti a riconnetterti alla tua femminilità, adesso ti racconteremo come usare il tuo potere femminile per riscoprire il tuo talento con il coaching, grazie a una pink coach formata nella nostra scuola. Lei è Miriam Bruera!


Benvenuta Miriam!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Sono Miriam, business coach founder di Pink Factory, co-founder Pink Factory Academy e membro del team di Pocket Manager, partner sole 24 ore.

Aiuto le donne imprenditrici a riscoprire il proprio talento e ad avere un’attività di successo che le fa sentire soddisfatte e realizzate e, al tempo stesso, che migliora il mondo. È importante che un business si sostenga dal punto di vista economico, ma questo non è l’unico aspetto, è altrettanto importante che consenta a chi lo porta avanti di vivere una vita equilibrata e basata sul benessere e che abbia un impatto positivo nella vita delle persone e sull’ambiente circostante.

Le donne che si rivolgono a me desiderano raggiungere la libertà finanziaria e, al tempo stesso, dare un contributo positivo, far parte di qualcosa che sia più grande di loro.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Mi trovavo in un momento della mia vita in cui avevo due lavori part time ed ero sempre di corsa. Avevo perso il contatto con me stessa ed ero immersa nel fare. Ho iniziato a sentire un richiamo che all’inizio era sottile e poi è diventato sempre più forte: ricordare chi ero e qual era la mia missione di vita.

Fino ad allora avevo scelto dei lavori che mi avevano consentito di mantenermi ma non mi ero mai fermata realmente a capire quali erano i miei talenti e come poterli mettere al servizio degli altri. Così mi sono rivolta ad un coach per fare chiarezza e in quel percorso tutto per me, dedicato al mio essere, ho capito che ciò che avevo sempre fatto e che mi veniva naturale, aiutare le attività per cui lavoravo a crescere, era la mia missione.

Così ho deciso di diventare coach e di aiutare le donne imprenditrici ad avviare e far crescere le loro attività, mettendo in luce tutto il loro magnifico potenziale.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure?

Prima di iniziare ero davvero entusiasta di poter apprendere un metodo che mi consentisse di aiutare in modo più completo e profondo le mie clienti, lavorando non solo sugli aspetti esterni legati al business ma anche sugli aspetti più interni legati alla persona.

L’entusiasmo però era misto ad un po’ di timore perché sapevo che per poter fare un lavoro davvero trasformativo con gli altri, era importante partire da me. Avevo paura di entrare in contatto con la mia ombra e con le mie fragilità, riaprendo ferite passate.

Oggi posso dire che rifarei quella scelta mille volte perché ho imparato ad ascoltare e ad accogliere tutte le mie emozioni e a vedere la mia parte ombra e le mie ferite come un dono di cui essere grata perché mi ha permesso di diventare la persona che sono oggi. Questo lavoro trasformativo su di me ha avuto un impatto potente sul lavoro con le mie clienti: mi ha reso una coach molto più empatica, intuitiva e presente.

4. In che modo ti piace aiutare le tue coachee?

La cliente che si rivolge a me si trova in un momento cruciale dello sviluppo del suo business, in cui vorrebbe crescere e ottenere maggiori risultati ma non sa come fare. Ha poca chiarezza e sente di avere dei blocchi.

Un’impresa è come un organismo vivente ed ha un suo ciclo di vita in cui ci sono quattro passaggi critici: la nascita, la creazione del brand, il passaggio da professionista a team, il passaggio generazionale. È difficile fare questi passaggi da sole e spesso si ha bisogno di una guida. Attraversare ognuna di queste fasi significa salire ad un livello successivo. Questo richiede sia un lavoro strategico sul business che un percorso di crescita interiore dell’imprenditrice.

Con le mie coachee lavoro sia sulla persona che sul business, così da consentire loro di trovare le chiavi di accesso ai livelli successivi. Uso strumenti appresi con la scuola LUNA, per lavorare su blocchi e paure, scoprire i propri poteri speciali e di capire come usarli.

A questo percorso interiore unisco strumenti di strategia business che permettono di vedere la propria attività da nuovi punti di vista, trovando soluzioni che prima non si vedevano. In questi percorsi sono richiesti impegno e motivazione ma c’è anche spazio per la creatività e il gioco, attraverso l’uso di canvas, carte di coaching e vision board.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

All’inizio della mia attività avevo il timore di non avere abbastanza esperienza per aiutare le mie clienti. Ho superato questo ostacolo comprendendo che ero senza esperienza ma avevo altri punti di forza. Avevo il tempo per dedicarmi ad ogni persona e avevo tanta passione da condividere.

Non dimenticherò mai la prima cliente con cui ho lavorato e con cui ho fatto un percorso meraviglioso. Un altro ostacolo è stato la paura di espormi sui social, riposizionandomi dopo un cambio di lavoro. Ho creato la pagina facebook e l’ho tenuta privata per quattro mesi. Ho superato questa paura capendo che continuando così non avrei potuto comunicare con le persone che avevano bisogno di me.

Ricordo anche che il primo video realizzato mi sembrava terribile ma se non fossi partita, non sarei la persona e la professionista che sono oggi. Ho imparato che la paura è una compagna di viaggio con cui fare amicizia. E, se abbiamo paura, vuol dire che l’obiettivo per noi è importante e che qualcosa di grande ci aspetta.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Il mio consiglio è dare ascolto alla voce interiore e vivere questo percorso come un viaggio di scoperta, godendosi ogni tappa. Diventare coach vuol dire capire chi siamo, quali sono i nostri talenti e qual è la nostra missione.

Essere coach non è solo una professione, è molto di più, è una scelta di vita. Vuol dire decidere di risplendere e di aiutare altre persone a migliorare la propria vita. È un percorso continuo e che porta a voler essere sempre persone migliori, continuando a studiare, ad aggiornarsi e a fare esperienze per dare un valore sempre maggiore alle clienti.

Ci possono essere momenti difficili in cui non ci sente al top, in cui viene voglia di mollare ma è importante non farlo. Ci vuole tempo per fiorire, come ci insegna la natura, e tutte le difficoltà incontrare e superate rendono coach ancora più empatiche e autentiche.

Non c’è nulla di più emozionante per un coach di vedere i risultati raggiunti dai propri clienti. Vedere quella luce nei loro occhi, i loro progetti che hanno preso vita è meraviglioso. Penso che ogni essere umano abbia il diritto ad una vita straordinaria. Come coach abbiamo il compito di aiutare il nostro pianeta ad evolvere. In questo momento di grande cambiamento a livello mondiale c’è un grande bisogno di coach, vi aspetto come future colleghe.

Riscoprire il tuo talento con il coaching è un evoluzione continua da cui c’è sempre qualcosa da imparare. Ti alletta l’idea di iniziare anche tu?

Riscopri il tuo talento con il coaching, con Miriam Bruera

Puoi trovare Miriam in questi canali:
– Sito: www.pinkfactory.it
– Facebook: pinkfactory
– Instagram: pinkfactory
– YouTube: pinkfactory


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