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Riscoprire il proprio potenziale nascosto, con Chiara Corriga

28 Ottobre 2021
Chiara Corriga coach LUNA scuola di coaching


Riscoprire il proprio potenziale nascosto, con Chiara Corriga

Come riscoprire il potenziale nascosto? Con il coaching, naturalmente! Creare la vita che si desidera è possibile, a patto che siamo disposte a partire da noi stesse, aprendoci alla possibilità di scoprire la nostra essenza e di esplorare la nostra unicità.

Esistono diverse tecniche di coaching che possono accompagnare le persone in un processo creativo, attraverso il quale si può riappropriare delle principali zone di potere. In questo modo si impara a essere respons-abile dei propri pensieri, delle emozioni e delle proprie azioni, togliendo agli eventi esterni ogni ascendente su di noi.

Ed ecco che riconnettendoci ai nostri reali desideri e obiettivi, abbiamo la possibilità di sbloccare il nostro potenziale nascosto. E quando questo accade e siamo pronte ad ascoltare la chiamata all’auto-realizzazione, si sprigiona un potere davvero immenso e questa esperienza deve essere vissuta fino in fondo.

Nella scorsa intervista, abbiamo parlato di come diventare la tua migliore alleata per raggiungere la tua realizzazione e felicità, e adesso vogliamo esplorare le tecniche di coaching per riscoprire il potenziale nascosto. Lo faremo con Chiara Corriga, la coach formata nella nostra scuola LUNA – Scuola di Coaching per l’Anima.


Benvenuta Chiara!

1. Ci racconti chi sei e cosa fai?

Mi chiamo Chiara Corriga e sono una Tessitrice di Talenti. Nella vita intreccio Coaching per l’Anima, Archetipi e Marketing Ribelle per supportare le donne nel manifestare la propria essenza nella vita e nel business.

Una donna realizzata, infatti, è per me a tutti gli effetti una donna libera. In questo concetto si riassume la mia Missione personale e professionale: facilitare le donne nella riscoperta del loro potenziale nascosto, riscoprendosi dunque Tessitrici del proprio destino.

Vivo in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia), antica contea famosa per la lavorazione e la tessitura della seta.

2. Cosa ti ha spinta a diventare coach?

Un tempo provavo un certo disagio nello svelare quello che oggi chiamo con tenerezza e ironia “il mio terribile segreto”: sono una ex ingegnere industriale, specializzata in metallurgia.

Questa rivelazione ha sempre generato negli altri un grande stupore, tanto da farmi provare parecchio imbarazzo. La verità è che, nonostante i traguardi universitari e la prospettiva di una florida carriera all’interno di una multinazionale, negli anni mi sono scoperta infelice.

Quello che inizialmente sembrava un banale malcontento, ben presto si è trasformato malattia fisica, fino a portarmi alla depressione.

Proprio in uno dei momenti più bui della mia vita ho ritrovato la connessione con la mia essenza. Ho riportato alla mente le passioni dell’infanzia, ho ricordato cosa mi faceva davvero sorridere e ho ricominciato tutto daccapo.

Non è stato facile, lo ammetto. Ma quello che per i più è stato un enorme salto nel buio, si è rivelato il più grande regalo che potessi fare a me stessa. Così ho ripreso a studiare ciò che davvero faceva palpitare il mio cuore e ho scelto di portare nel mondo la mia esperienza, con l’intento di supportare tutte quelle donne che, come me, hanno deciso che è giunto il momento di manifestare al mondo il proprio potenziale. Ecco perché ho scelto di diventare coach.

3. Prima di iniziare la scuola, quali erano le tue eventuali resistenze o paure e come le hai superate?

“Ma chi credo di essere?” “Perché qualcuno dovrebbe affidarsi a me per far emergere nuove consapevolezze su di sé?” “Da ingegnere a coach: come posso essere credibile?”

Queste sono solo alcune delle resistenze con cui ho dovuto confrontarmi iscrivendomi a Luna – Scuola di Coaching per l’Anima. E confesso di aver incontrato le medesime paure anche durante il mio percorso formativo come coach.

Magari sotto forma di convinzioni limitanti o di scuse che condividevo con le mie Sorelle di Luna, ma che raccontavo in primis a me stessa: le mie resistenze si sono ripresentate più volte, anche sotto mentite spoglie.

Come le ho superate? Ascoltando ciò che avevano da raccontare su di me.

Prima di iscrivermi a Luna – Scuola di Coaching per l’Anima avevo un sogno: dimostrare a me stessa e al mondo che il cambiamento esiste e che le scelte passate non devono necessariamente condizionare il futuro.

È sempre il momento giusto per manifestare la nostra vera essenza! Dunque, ho fatto un bel respiro, ho permesso alle mie emozioni più profonde di svelare i miei bisogni e le mie fragilità e ho deciso di trasformarmi in ciò che ho sempre desiderato diventare: una coach.

4. In che modo aiuti le tue coachee?

Svolgo il mio lavoro quasi totalmente online. Confesso che in prima battuta temevo che il mio lavoro di “coach dietro a uno schermo” potesse risentire di certe limitazioni legate alla tecnologia, ma oggi posso affermare a gran voce che gli strumenti del coaching non conoscono confini.

Ciò che davvero conta è lo Spazio Sacro che si viene a creare nel corso delle sessioni di coaching. Un luogo sicuro, dove l’ascolto e la presenza della coach garantiscono alla coachee la piena libertà di esprimersi e di esplorarsi.

Ecco perché nei miei percorsi dedicati alla riscoperta del potenziale nascosto o alla tessitura di un business di successo tengo innanzitutto a sottolineare il magico rapporto di co-creazione che unisce le mie clienti e me.

Ogni sessione di coaching è unica nel suo genere. Per questo i percorsi che propongo sono letteralmente cuciti addosso alle necessità delle donne con cui collaboro. Le sessioni che conduco si basano principalmente sull’ascolto attivo e sull’utilizzo di domande potenti, le cui risposte sono in grado di far emergere nella coachee nuove consapevolezze.

Adoro utilizzare inoltre le carte di ispirazione per esplorare il nostro mondo interiore attraverso l’intuito. E quello che davvero non manca mai nella mia pratica di coaching è la connessione profonda con le emozioni.

A seconda delle necessità delle coachee con cui collaboro, propongo diverse tecniche di ascolto interiore, con l’unico scopo di dare voce con gentilezza e compassione a quello che celiamo dentro di noi, aprendoci alla trasformazione.

5. Quali sono stati gli ostacoli riscontrati lungo il cammino di coach e come li hai superati?

Quello del coaching non è semplicemente un cammino professionale, bensì si tratta di un e vero e proprio percorso di crescita personale.

Essere l’amica a cui tutti chiedono consigli, non significa essere coach. Essere empatica e propensa all’ascolto non significa essere coach.

Certo, l’ascolto, l’empatia e l’intuito sono senz’altro caratteristiche fondamentali per diventare una coach professionale e affidabile. Ma da sole non bastano.

In Luna – Scuola di Coaching per l’Anima mi sono messa in gioco in prima persona, mettendo a nudo delle parti di me che nemmeno io pensavo di conoscere. È stato impegnativo, lo ammetto. A volte mi sono sentita terribilmente stanca e non all’altezza.

Eppure, ho proseguito, come se stessi affrontando gli ultimi chilometri della maratona più importante della mia vita. Quando temevo di cedere, riportavo alla mente la mia Missione e la mia Visione. E, supportata dalla meravigliosa rete che le Sorelle di Luna erano sempre disposte a creare per limitare i danni delle mie cadute, mi sono rialzata e riscoperta più forte.

6. Cosa consigli a chi desidera diventare coach?

Essere coach non significa personificare la perfezione. Ho avuto, ho e avrò anche in futuro nuove resistenze da superare e nuove convinzioni limitanti da scardinare. Semplicemente perché sono un essere umano in evoluzione.

Ma il fatto che dentro di me dimorino insicurezze, paure o vulnerabilità non mi rende una coach meno valida. Anzi, direi l’esatto contrario!

Essere coach non significa lavorare in preda all’ansia da prestazione, ricercando affannosamente quella domanda o quella pratica che possano innescare “l’illuminazione” nella coachee. Penso che noi coach siamo semplicemente un tramite per il manifestarsi della trasformazione altrui.

Quando ho compreso che il mio lavoro non è legato ai risultati tangibili che le mie coachee raggiungono e ho messo da parte il mio ego, riconoscendo che il coaching non è nient’altro che un rapporto di co-creazione tra coach e coachee, buona parte delle mie resistenze si sono trasformate in un tenero ricordo.

Quindi, cara futura coach, tutte le volte in cui paure e insicurezze busseranno alla tua porta, sii pronta ad accoglierle e ad ascoltarle con gentilezza e compassione. Ma sii anche pronta a ritornare alla tua Visione e alla tua Missione, ricordando i motivi e i valori che ti hanno portato a intraprendere questa incredibile avventura. Spogliati del perfezionismo e porta nel mondo tutta la tua meraviglia.

Chiara Corriga coach LUNA scuola di coaching

Puoi trovare Chiara in questi canali:
– Sito: chiaracorriga.it
– Facebook: Chiara Corriga – Tessitrice di Talenti
– Instagram: chiara_corriga


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