Sentirsi pronte: come uscire dal circolo vizioso della procrastinazione

15 Febbraio 2021
Sentirsi pronte: come togliersi dal circolo vizioso della procrastinazione

Ti sarà capitato di voler programmare le tue cose e avere una chiarezza assoluta su tutto quello che intendi fare, per poi ritrovarti senza quella chiarezza iniziale e finire col procrastinare. Magari hai un progetto da realizzare ma sei talmente impegnata da non sentirti mai pronta. E magari pensi che è davvero un peccato, perché a quel progetto ci tieni davvero, ma gli impegni non ti lasciano altro tempo per rifletterci sopra. La buona notizia è che per togliersi dal circolo vizioso della procrastinazione, una soluzione c’è. Ti consiglio di continuare a leggere.

Se ti trovi nel circolo vizioso della procrastinazione, ma non ti senti ancora pronta e non sai cosa fare, togliti di dosso la sensazione di dover avere tutto in chiaro, anche perché non possiamo pianificare ogni aspetto della nostra vita. Possiamo farlo, volendo, ma la vita accade e gli imprevisti arrivano. Sono dietro l’angolo, spuntano da ogni dove e il 2020 ne è stato un esempio.

È capitato anche a me quando ho deciso di riprendere le dirette live nel gruppo Facebook Shine Your Light. Fin dalla sua creazione ho sempre condiviso, ogni settimana, piccoli spunti, consigli e riflessioni. È poi successo che sono stata inondata di lavoro e cose da fare, non avendo più tempo di occuparmi del gruppo come avrei voluto.

Avevo tanta voglia di condividere e farti sapere anche un po’ il dietro le quinte di cosa succede, non tanto nella mia vita personale, quanto più nel mio processo di crescita personale e professionale, perché tutto ciò che ti dico lo metto sempre in pratica in prima persona. Per questo avevo il desiderio di raccontarlo a chi mi segue, ma ero così impegnata da non sentirmi mai pronta.

Per togliersi dal circolo vizioso della procrastinazione, vediamo insieme alcuni suggerimenti su come sentirsi pronte a passare all’azione.


1. Qual è la situazione attuale?

Il primo punto è semplicemente quello di fare una fotografia di ciò che avviene nel momento presente all’interno della nostra testa, osservando ciò che c’è o non c’è, senza giudizio.

Nel mio caso, pensavo di dovermi chiarire le idee, capire come strutturare il format e tutte queste visioni non mi permettevano di fare chiarezza sul da farsi. Credevo con le feste di riuscirci, ma non è stato così. Infatti, rispetto agli altri anni ho percepito il periodo natalizio in modo molto pesante e quando ho ripreso il lavoro mi sono trovata con il vuoto e non sapevo cosa fare, non mi sentivo pronta.

A un certo punto mi sono accorta di essere entrata in un circolo vizioso dove continuavo a procrastinare. Dentro di me continuavo a dirmi di non aver chiarezza, di non sapere cosa fare, di non sentirmi pronta, quindi non facevo nulla e restavo in attesa di ricevere un’illuminazione dall’esterno.

2. Quale emozione influenza le mie azioni (o inazioni)?

Quando mi sono accorta di star finendo nello stesso circolo della procrastinazione in cui finivano le mie clienti (quel processo in cui ci si aspetta di avere chiarezza totale prima di compiere un’azione), ho iniziato così ad osservare quello che sentivo: non mi sentivo ancora pronta, ero confusa e molto stanca.

Ma va bene così, non dobbiamo per forza combattere queste sensazioni e voler a tutti i costi che queste emozioni vadano via. Va bene ammettere di essere stanche e non sentirsi al top o avere confusione. Già questo primo passaggio di ammettere come ci sentiamo, ci permette di rilassarci e togliere quella tensione, quel peso e quell’aspettativa che abbiamo su noi stesse. Così, ho iniziato a interrogarmi sui miei pensieri.

3. Se non mi sento pronta, qual è il pensiero che genera questa emozione?

Ragionandoci su, mi sono resa conto che il pensiero che creava questa emozione era il fatto di essere convinta di dover avere la chiarezza al 100% prima di poter fare qualcosa. Quindi fin quando avrei tenuto questo pensiero nella testa, mi sarei auto-sabotata, perché mi stavo trattenendo.

Quindi mi sono chiesta: Invece di dirmi che devo avere una chiarezza assoluta sul da farsi, cosa posso pensare di diverso e di più utile?

4. Come posso vedere le cose diversamente?

È stato allora che ho iniziato a pensare da un punto di vista differente. Anche se non ho tutta questa chiarezza, posso divertirmi lo stesso, anzi proprio per il fatto di non aver preparato un calendario editoriale o una lista di argomenti di cui parlare, posso parlare di quello che voglio. Ed è stato allora che mi sono ricordata il perché avevo desiderio di fare queste live, non per rispettare un calendario editoriale ma per il desiderio di condividere e raccontare qualcosa di utile. Quando ho iniziato a cambiare questi pensieri, l’emozione che ho provato non è più stata bloccante.

Ho provato motivazione, entusiasmo e divertimento. Ho sentito quella sensazione di giocosità, chiedendomi con una certa curiosità come sarebbe andata. Invece di procrastinare ho iniziato ad agire senza per forza dovermi sentire lungimirante nel sapere cosa avverrà dopo il primo passo, e ho realizzato di potermi chiarire le idee man mano attraverso l’azione.

5. Qual è la nuova azione che posso compiere?

Oggi mi ritrovo con un nuovo pensiero e una nuova sensazione, e nonostante so che la circostanza esterna non sia cambiata, va bene lo stesso. Quindi, nonostante non abbia ancora chiarezza sulla pianificazione, posso condividere le mie idee, anche se non ho ancora una chiarezza assoluta, e va bene anche questo. È un piccolo espediente dal mio dietro le quinte che può essere per te uno spunto di riflessione.

Piuttosto che trattenermi a non fare niente, ho deciso di divertirmi lasciando uscire ciò che voglio condividere con gli altri, così da trasformare quella sensazione di non essere pronta in libertà di improvvisare e condividere possibilità di essere nel qui e ora, di vivere l’istante che c’è e di vedere man mano cosa accade. In ogni caso c’è sempre tempo per correggere il tiro, modificare, aggiungere e togliere qualcosa: niente è scolpito nella pietra, si può adattare man mano il tiro.


L’invito è quindi quello di unire la dimensione dell’Essere con quella del Fare, dove l’Essere corrisponde al lavoro su di noi, sui nostri pensieri ed emozioni, oltre a ciò in cui crediamo, che ci blocca e che abbiamo dentro. Una volta lavorato su questo dobbiamo ricordarci di unire il Fare.

Fai quel piccolo passo, compi quella piccola azione in grado di far smuovere le cose e vedrai che iniziando a fare, otterrai l’Avere che desideri. Tutto ciò in armonia con l’Essere e il Fare, magari anche divertendoti.

Ricordati che non è necessario essere pronta in termini di chiarezza assoluta su tutto, perché altrimenti rischi di aspettare senza fare mai quel passo. Piuttosto inizia pian piano. Buttati e cambia quella convinzione di fondo dandoti il permesso di sperimentare, di provare, di giocare, di divertirti e vedi cosa succede. Un passo alla volta pian piano ti guarderai indietro accorgendoti di quanti passi hai fatto.

E se hai bisogno di una piccola spinta per fare il tuo passo avanti, ti aspetto nel gruppo Shine! Potrai vedere la live in cui ti parlo di questo argomento e tutte le altre. Ti aspettiamo!